Editorial
DOI:
https://doi.org/10.55393/babylonia.v2i.1072Keywords:
2/2013Abstract
La formazione viene considerata il bene maggiore del nostro Paese. E della nostra formazione non c’è da lamentarsi, è in buona salute, così come lo è la nostra economia. Di conseguenza godiamo, a confronto con i molti paesi vicini e lontani subissati dalle crisi, di un benessere notevole. Questa è però una diagnosi dal valore relativo perché i vantaggi possono decadere velocemente, magari a seguito dell’insorgere di illusioni o presunzioni. Ecco perché ha ragione chi ammonisce la necessità di cambiamenti e riforme, onde evitare al nostro Paese brutte sorprese, derivanti dai mutamenti epocali in atto. Se ciò vale ad esempio per la socialità, non è da meno per la formazione, vincolata com’è a compiti e responsabilità intergenerazionali.
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