Mehrsprachigkeit – mehr als ein nationaler Mythos?
DOI:
https://doi.org/10.55393/babylonia.v3i.1305Keywords:
03/2014Abstract
Nel suo articolo, Romedi Arquint, profondo conoscitore della realtà linguistica svizzera, si pone la domanda ‘se il plurilinguismo sia più di un mito nazionale’. Per trovare una risposta passa in rassegna alcuni momenti significativi della nostra storia e talune peculiarità del nostro ordinamento. In particolare si sofferma dapprima sul ruolo della Confederazione, per mandato costituzionale chiamata a vigilare sul plurilinguismo ma anche a favorirlo, poi riflette su quanto fanno i Cantoni che, malauguratamente, tendono piuttosto a coltivare il monolinguismo. Una delle ragioni profonde di questa ambiguità, dai connotati a tratti un po’ assurdi, risiede secondo l’autore nell’applicazione rigida del principio di territorialità, vera e propria palla al piede di un’apertura linguistica. In verità, secondo Arquint, la storia mostra come non sia tanto il plurilinguismo ad accomunare gli Svizzeri quanto altre scelte e altri valori. Tuttavia, sarebbe una vera sfida tornare ad occuparci del plurilinguismo oltre la retorica di circostanza per liberarlo dalla zavorra mitologica e farlo vivere.
