Editoriale
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04/2010Abstract
Le notizie positive vanno valorizzate! Quella giunta dal Canton San Gallo qualche giorno fa (cfr. anche l’opinione a firma Renato Martinoni) appartiene proprio alla categoria delle cose sperate e desiderate, ma su cui grava sempre l’ombra del dubbio. Dunque nella Svizzera al Nord delle alpi si è finalmente dato un segnale rassicurante e dall’alto valore simbolico: l’italiano in quanto espressione dell’identità svizzera non è stato sacrificato sull’altare miope e becero del risparmio di poche decine di migliaia di franchi e potrà ancora essere studiato al liceo come materia di maturità. Ci sono volute 6050 firme raccolte in tutta fretta e un paziente lavoro dietro le quinte da parte di molti svizzeri italiani, a cominciare dal Consigliere di Stato ticinese Gabriele Gendotti, cui va il nostro plauso, affinché il legislativo sangallese decidesse a larga maggioranza in favore dell’italiano che si voleva stralciare dai programmi. Tutto è bene quel che finisce bene! Rallegriamocene, sperando che nel resto della Svizzera il messaggio venga raccolto.
