Pour faciliter une pédagogie inclusive
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03/2012Résumé
Partendo dall’osservazione che i principi pedagogici sono generalemente legati al contesto nel quale si sono sviluppati, l’autrice colloca la nascita delle misure di inclusione nel movimento dei diritti civili negli Stati Uniti durante gli anni 60, seguiti venti anni più tardi dal Canada. Su questa base l’insegnamento pubblico ha dovuto rispondere a due missioni principali: ad ogni allievo deve essere assicurato l’accesso alla scuola pubblica locale e vi si deve poter realizzare, a prescindere dalle sue competenze e dalle sue disposizioni naturali. In questa ottica, per far fronte a queste sfide, gli insegnanti sono chiamati in primo luogo a riflettere sul senso che intendono dare a queste sfide, per poi cercare ed elaborare una metodologia ad hoc. Oltre ai consigli pratici che si riallacciano alle raccomandazioni sviluppate in altri testi di questo numero, l’autrice mette l’accento sulla pianificazione preliminare degli obiettivi e delle istruzioni – che devono essere al contempo chiari ed esigenti per stimolare l’acquisizione delle conoscenze – una pianificazione a maggior ragione indispensabile per l’inclusione di alunni in difficoltà. Katy Arnett ha scritto quest’articolo in stretta collaborazione con la canadese Callie Mady (la cui riflessione concerne in particolare le strategie da adottare per aiutare gli alunni nella riuscita scolastica – vedi l’articolo a p. 57 di questo numero).
Le due linguiste, che da parecchio tempo lavorano insieme nel campo della scuola inclusiva dei loro rispettivi paesi, danno ognuna per conto suo un’analisi molto personale delle possibilità che gli alunni in difficoltà hanno di apprendere una lingua straniera.
