English in Switzerland: a double-edged sword?

Autori

  • Colin Browne

DOI:

https://doi.org/10.55393/babylonia.v2i.1051

Parole chiave:

2/2015

Abstract

Questo articolo discute l’avvento dell’inglese in Svizzera, considerando se si tratti di una vera e propria minaccia o piuttosto un necessario passaggio verso un mondo globalizzato moderno. Per mettere in luce alcuni ambiti della sua utilizzazione, si discute il contenzioso relativo al suo successo in particolare nel contesto scolastico. A dispetto del fatto che gli Svizzeri vengano considerati tolleranti e disponibili dal punto di vista linguistico, l’ascesa dell’inglese costituisce una seria sfida per la diversità linguistica del Paese. Il francese ha dovuto cedere il passo come prima lingua straniera in numerosi cantoni della Svizzera tedesca, mentre l’italiano e soprattutto il romancio quali lingue minoritari sono estremamente sotto pressione. Ci sono delle colpe da attribuire all’inglese oppure c’è qualcosa di incauto nel fatto di metterlo per così dire sulla graticola? Il contributo si conclude con alcune riflessioni sul come le autorità svizzere potrebbero uscire da questo impiccio.

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Pubblicato

2026-02-15

Come citare

Browne, C. (2026). English in Switzerland: a double-edged sword?. Babylonia Journal of Language Education, 2, 82–85. https://doi.org/10.55393/babylonia.v2i.1051