Inclusion and Elemental Music
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03/2012Abstract
Alcuni lettori saranno forse sorpresi di scoprire in questo numero dedicato alla didattica dell’insegnamento delle lingue in gruppi eterogenei un articolo conclusivo sull’inclusione e la musica. Shirley Salmon, una collega inglese che ha lavorato per molti anni con bambini e con adulti a Salzburg e a Graz, vi descrive la teoria e la pratica delle idee di Orff sulla formazione inclusiva, applicabili anche alla didattica delle lingue straniere. L’autrice offre una rapida introduzione all’insegnamento del compositore tedesco Carl Orff che non era stato pensato dapprima per allievi handicappati ma per persone di età diverse e di diversi livelli di competenza. Egli mirava a esplorare vari percorsi, personali o di gruppo, in cui teatro, danza, movimento e musica conducono ad espressioni artistiche personali scoperte individualmente o in gruppo. L’improvvisazione e la partecipazione sono di primaria importanza. Un handicap in una data area può essere compensato da compiti diversi che permetteranno all’individuo di utilizzare le sue idee e i suoi talenti in vista di un risultato collettivo. Cantare e recitare sono attività che offrono molte possibilità a bambini con competenze e esigenze diverse. Tutto ciò può sembrare idealista e teorico ma Salmon offre esempi di adattamento a vari strumenti musicali che possono essere trasposti all’insegnamento delle lingue. Lo scopo centrale della ricerca di Orff è di permettere al bambino di esprimere le sue idee e i suoi sentimenti personali. In secondo luogo si tratta di aprire la strada della creatività e dell’espressione artistica di modo che ognuno si senta parte di un gruppo, evitando così l’isolamento o l’esclusione. Il fatto di dare a ogni bambino la possibilità di portare il suo contributo ad un lavoro di gruppo sfruttando i suoi talenti personali è fondamentale per qualsiasi tipo d’insegnamento inclusivo.
