Kulinarische Kultur & (Fremd)Sprachenerwerb: ein Perpetuum mobile?
DOI :
https://doi.org/10.55393/babylonia.v1i.1263Mots-clés :
1/2015Résumé
Nel presente contributo, l’autore parte dalla considerazione che l’insegnamento delle lingue straniere nella formazione del settore gastronomico non fa parte dei piani formativi e questo benché questi ultimi vengano concepiti in funzione delle esigenze del campo professionale. Che forse allora sia per implicito una sorta di perpetuum mobile che permetta alle competenze linguistico-culturali necessarie al settore di rigenerarsi automaticamente grazie alla pratica quotidiana? La risposta è inequivocabile. Sarebbe illusorio affidarsi ad un tale automatismo. L’apprendimento delle lingue, ma anche l’acquisizione di un’apertura culturale richiede che la formazione assuma un ruolo attivo. Ecco perché, alfine di supplire alle carenze del piano di formazione, si è passati ad introdurre l’insegnamento bilingue delle materie professionali per i cuochi e a fare esperienze “integrate” per gli impiegati di gastronomia. Questi approcci sembrano dare risultati apprezzabili, tuttavia sono indispensabili ulteriori sforzi per trovare convergenze didattiche tra cultura, lingua e pratiche culinarie.
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